Ipertrofia prostatica: rischio aumenta in presenza di sindrome metabolica

Clinica
29-01-2018 12:32
L’ipertrofia prostatica benigna (Ipb) colpisce il 60% degli over 70, ma riguarda anche gli under 50: dieci uomini su cento fra 40 e 50 anni hanno già i primi sintomi di Ipb. A fare la differenza è lo stile di vita: l’attività fisica regolare mantiene in salute la prostata e riduce del 10% il rischio di ammalarsi. Da tenere sotto controllo pressione, colesterolo, trigliceridi e glicemia. Sono solo alcuni dei risultati della campagna di prevenzione #Controllati 2017 svolta dalla Società Italiana di Urologia con il supporto non condizionante di Menarini. Alla salute della prostata bisogna iniziare a pensarci da giovani. Vietato credere che i problemi siano lontani nel tempo ma soprattutto solo appannaggio della terza età: il 10% degli uomini fra i 40 e i 50 anni ha già una diagnosi di ipertrofia prostatica benigna (Ipb), la prevalenza sfiora il 35% fra i 50-60enni. Lo dimostrano i dati raccolti su circa 2 mila italiani che hanno partecipato lo scorso anno all’indagine svolta nell’ambito di #Controllati, una iniziativa della Società Italiana di Urologia realizzata con il supporto non condizionante di Menarini, che ha permesso di individuare per la prima volta i fattori di rischio associati allo sviluppo della malattia negli uomini italiani. Avere la pressione alta per esempio incrementa la probabilità di Ipb del 50%, il diabete la aumenta del 57%, colesterolo e trigliceridi alti fino al 37%. La sindrome metabolica, quando si è sovrappeso e tutti questi valori sono oltre la soglia anche se non troppo, raddoppia il rischio di IPB mentre fumare più di dieci sigarette al giorno alza la probabilità del 57%. Questi fattori di rischio sono ancora più “pesanti†negli under 50, in cui per esempio la pressione alta aumenta di due volte e mezzo il pericolo di Ipb. Per prevenire l’ingrossamento della prostata, sì allo sport: un’attività fisica regolare, soprattutto se moderata o intensa, riduce del 10% la probabilità di ammalarsi. Nei giovani l’effetto protettivo dell’esercizio arriva fino al 40%: la pratica costante di uno sport prima degli ‘anta’ quindi aiuta a mantenere la prostata sana più a lungo. Una buona notizia anche per la serenità sessuale degli uomini, visto che negli under 50 la presenza di una Ipb raddoppia il rischio di disfunzione erettile. L’indagine è stata appena pubblicata come studio scientifico (“Risk factors for Benign Prostatic Enlargement: the role of lifestyle habits at younger age. The #Controllati2017 initiative study groupâ€) sull’Archivio Italiano di Urologia e Andrologia. “I dati raccolti confermano che l’aumento di volume della prostata è chiaramente associato agli stili di vita – ha osservato Fabio Parazzini, membro del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’università di Milano Irccs Policlinico, ed autore dello studio insieme agli urologi Vincenzo Mirone, Giuseppe Carrieri, Giuseppe Morgia, Luca Carmignani, Giuseppe Vespasiani e Walter Artibani –. Nel campione i fattori di rischio più frequenti sono l’ipertensione, che riguarda circa il 30% degli uomini, e il colesterolo alto (24%): elementi che concorrono a causare la sindrome metabolica, diretta conseguenza di stili di vita inadeguati e responsabile di un incremento del pericolo di ipertrofia fin da giovaniâ€. “Colpisce la frequenza di sintomi urinari ben al di sotto dei 50-60 anni: il 34% degli under 40 ne ha già, negli under 30 - ha continuato Parazzini -si tratta soprattutto di bruciore urinario ma fra i 30 e i 40 anni cresce la quota di chi soffre di nicturia, lamenta una sensazione di svuotamento incompleto o una frequenza eccessiva. La conseguenza è che il 10% degli under 50 ha già una diagnosi di IPBâ€. “L’ipertensione, il diabete, le malattie cardiovascolari e l’eccesso di lipidi nel sangue – ha spiegato Vincenzo Mirone, urologo responsabile comunicazione Siu (Società Italiana di Urologia) e direttore del ripartimento di Urologia all’Università Federico II di Napoli – aumentano il rischio di Ipb a tutte le età, così come a tutte le età una regolare attività fisica risulta protettiva. La correlazione è molto forte al di sotto dei 50 anni, un’età in cui a torto gli uomini si sentono al sicuro e non pensano di poter soffrire di un ingrossamento della prostata. È vero il contrario, perché i primi segni sono rilevabili nel 35% e una vera e propria diagnosi di Ipb è possibile nel 10% degli under 50â€. “I dati raccolti - ha detto Mirone - evidenziano che proprio negli uomini più giovani la presenza di più di un fattore di rischio fra quelli individuati è maggiormente associata a un incremento del pericolo: la pressione alta negli under 50 aumenta di due volte e mezzo la probabilità di IPB, indicando che è indispensabile iniziare a pensare alla salute della prostata fin da prima dei 40 anniâ€. I dati sono stati raccolti a giugno-luglio 2017 in oltre 60 dei 173 centri che hanno aderito alla campagna #Controllati 2017, svolta dalla Siu con il supporto non condizionante di Menarini, che per il secondo anno consecutivo ha offerto visite gratuite in tutta Italia. I risultati mostrano anche che prevenire l’ingrossamento della prostata significa tenere alla larga anche disturbi sessuali come la disfunzione erettile, la cui prevalenza è doppia nei pazienti con Ipb. “Di nuovo, l’effetto è molto evidente fin da prima dei 50 anni – continua Mirone. – I meccanismi biologici attraverso cui ipertensione, glicemia e colesterolo alto portino all’Ipb e da questa si favorisca la disfunzione erettile non sono completamente noti, è possibile che per esempio l’eccesso di lipidi in circolo porti a un incremento di fattori proinfiammatori. Qualunque sia il processo biologico coinvolto, il risultato è molto evidente e indica chiaramente la necessità di una corretta prevenzione fin da prima degli ‘anta’ attraverso un’attività fisica regolare e un controllo adeguato dei parametri cardiometabolici di rischioâ€. “Lo sport peraltro risulta particolarmente protettivo proprio nei più giovani, dove riduce la probabilità di Ipb quattro volte di più rispetto agli over 50: è quindi fondamentale - ha concluso Mirone - modificare lo stile di vita fin da giovani, perché le abitudini sane hanno un impatto positivo su pressione, glicemia, colesterolo ma anche sul benessere della prostata e sulla salute sessualeâ€.