Calcio e vitamina D: dubbia efficacia nella popolazione sana
Clinica
29-01-2018 12:22
Per cercare di fare chiarezza, arriva un monito dellâAmerican Society for Bone and Mineral Research (ASBMR), lâ organizzazione scientifica leader mondiale per gli esperti di salute ossea.
Studio di JAMA Il 26 dicembre è stata pubblicata su JAMA una metanalisi realizzata da un gruppo di ricercatori guidati dal dottor Jia-Guo Zhao del Dipartimento di Chirurgia Ortopedica allâospedale cinese di Tianjin [Association Between Calcium or Vitamin D Supplementation and Fracture Incidence in Community-Dwelling Older Adults: a Systematic Review and Meta-analysis . JAMA. 2017; 318: 2466-2482].
Questa metanalisi ha preso preso in esame un periodo di 10 anni (dicembre 2006- dicembre 2016 ) ed ha selezionato un totale di 33 studi clinici randomizzati, che hanno arruolato complessivamente 51.145 partecipanti, che rispondevano ai criteri di selezione identificati dagli autori; e cioè: la popolazione analizzata doveva avere unâetĂ superiore ai 50 anni e vivere nelle proprie comunitĂ e cioè non in ospedali, case di cura o residenze assistite; gli studi dovevano analizzare lâeffetto della supplementazione di calcio, di vitamina D o dellâassociazione calcio-vitamina D avendo come âend pointâ le fratture da fragilitĂ rispetto a placebo o nessun trattamento. Sono stati invece esclusi gli studi che includevano soggetti con osteoporosi secondaria da glucocorticoidi o che assumevano farmaci per lâosteoporosi, quelli che utilizzavano analoghi della vitamina D o preparati idrossilati della vitamina D e, infine,quelli che consideravano lâapporto di calcio e vitamina D con la dieta.
La metanalisi di JAMA ha evidenziato come non vi sia unâassociazione significativa tra lâassunzione di supplementi di calcio o di vitamina D o dellâassociazione calcio-vitamina D con il rischio di frattura dellâanca rispetto al placebo o nessun trattamento (âend point â primario dello studio). Non sono state inoltre riscontrate associazioni significative tra la supplementazione con calcio o vitamina D, o integratori combinati di calcio e vitamina D e lâ incidenza di fratture nonvertebrali, di fratture vertebrali o di fratture totali. La conclusione degli Autori è che gli anziani non istituzionalizzati che assumono calcio o vitamina D oppure calcio piĂš vitamina D hanno la stessa probabilitĂ di subire fratture di quelli che non seguono alcun trattamento.
Dichiarazione dellâASBMR.
In considerazione dellâeco che i risultati della metaanalisi del Dottor Zhao stavano avendo su alcuni importanti organi di stampa statunitensi, quali il Washington Post, lâASBMR, il 29 Dicembre u.s., ha diffuso una dichiarazione nella quale si chiarisce che, anche se lo studio riporta come non vi sia alcuna prova che i supplementi a base di calcio e vitamina D prevengano le fratture negli adulti di
età superiore a 50 anni che non vivono in ospedali, case di cura o altre strutture, è fondamentale tenere presente che questa analisi si è concentrata sugli adulti sani.
Di conseguenza, i risultati di questo studio non si applicano alle persone affette da osteoporosi o da altre malattie metaboliche dellâosso nĂŠ a coloro che assumono farmaci protettivi dellâosso. Per questi, è necessario garantire un adeguato apporto di calcio e mantenere adeguati livelli di vitamina D affinchĂŠ i loro farmaci siano efficaci nella prevenzione delle fratture.âQuesti risultati possono causare confusione continua per i pazienti, i loro caregiver e i loro medici su chi dovrebbe e chi non dovrebbe assumere supplementi di vitamina D e calcio â, ha detto il professor Michael Econs, presidente dellâ ASBMR e professore di Medicina presso la Indiana University School of Medicine.â Ă importante che ognuno comprenda le linee guida che riguardano le proprie condizioni di salute e i propri rischiâ.
Il commento dellâASBMR prosegue sottolineando che per gli adulti con piĂš di 50 anni in buona salute che vivono nella comunitĂ , si dovrebbe mirare ad ottenere il necessario fabbisogno di calcio con la dieta da alimenti come latte, verdura, frutta e legumi. La vitamina D è presente in alcuni alimenti ed è sintetizzata nella cute e può essere ottenuta attraverso lâesposizione quotidiana alla luce del sole. La nota dellâ ASBMR conclude affermando che ciò è in linea con le raccomandazioni aggiornate della Task Force Servizi Preventivi statunitensi dellâ ottobre 2017, anche se le raccomandazioni finali non sono ancora state pubblicate.
Commento del Presidente della SIOMMMS
Questa vicenda ci deve far riflettere su quanto sia importante interpretare correttamente i dati della ricerca onde evitare di diffondere messaggi sbagliati. Da un punto di vista generale occorre tener presente che non è corretto considerare i risultati delle metanalisi come indicazioni da trasferire direttamente nella pratica clinica, in quanto sono ovviamente influenzati sia dalla qualitĂ degli studi considerati che dai criteri seguiti per la loro selezione. In particolare , anche per quanto riguarda la metanalisi pubblicata su JAMA, è stato rilevato che non tutti gli studi presi in considerazione sono di âqualitĂ â elevata ed inoltre presentano differenze importanti per quanto riguarda dosi, tipo e modalitĂ di somministrazione della vitamina D ed inoltre lâuso del calcio in associazione alla vitamina D nei vari studi è risultato essere poco consistente, tutto ciò può avere influito sui risultati.
Nonostante questi limiti, il messaggio che possiamo ricavare dal lavoro di Zhao e coll. è chiaro e cioè la supplementazione con calcio e vitamina D va fatta nei soggetti che che ne hanno bisogno e non nella popolazione generale magari proponendola come trattamento universale al di sopra di una certa età .
Nella popolazione generale adulta vanno invece promosse campagne educazionali con lâobbiettivo di far raggiungere un adeguato apporto di calcio e vitamina D attraverso una corretta alimentazione ed una adeguata esposizione alla luce solare. Eâ noto però come tali norme comportamentali non siano generalmente sufficienti a ripristinare i valori normali di vitamina D in chi ne eâ carente; in tali casi si rende necessario suggerirne una supplementazione.
Il raggiungimento di adeguati livelli di vitamina D è di particolare importanza nei soggetti affetti da osteoporosi in quanto, come ci ricorda la Nota AIFA 79, una carenza di vitamina D riduce in maniera significativa lâeffetto dei farmaci anti-fratturativi, sia anti-riassorbitivi che anabolici. Il dosaggio sierico della 25OHvitamina D è sicuramente opportuno per stabilire la presenza e lâentitĂ della carenza di vitamina D. Eâ infine importante ricordare come nei pazienti osteoporotici, e/o con elevato rischio fratturato, la supplementazione con calcio e vitamina D non può in nessun modo sostituire il trattamento farmacologico specifico.